Forza di Coriolis o Forza di Riccioli?

Negli anni in cui si cercava di dimostrare che la Terra è ferma nello spazio, il gesuita e astronomo Giovanni Riccioli descrisse qualcosa di simile all’ effetto Coriolis (la leggera flessione del moto di un oggetto in movimento visto da un sistema di riferimento rotante) quasi 200 anni prima che il matematico Gustave Coriolis ne spiegasse il funzionamento nel 1835.

Negli studi di Riccioli, datati 1651 e recentemente tradotti dal latino da Christopher Graney del Jefferson Community and Technical College di Louisville, Kentucky (arxiv.org/abs/1012.3642), lo scienziato italiano, tra i tanti argomenti trattati, fa questa considerazione: se la Terra ruotasse, la velocità del suolo a diverse latitudini sarebbe diversa, quindi colpi di cannone sparati dall’ equatore verso Nord o verso Sud mostrerebbero una leggera flessione verso Est o verso Ovest (come la terra che si sposta sotto di loro durante il volo). Tale effetto non era noto ai suoi tempi, così ha erroneamente concluso che la Terra doveva essere ferma. Se Riccioli avesse potuto realizzare delle misurazioni accurate sul moto dei colpi di cannone, avrebbe sicuramente constatato la leggera flessione dovuta alla forza di Coriolis.

 Dal momento che la forza apparente in questione è presente in tutti i sistemi di riferimento in rotazione, qualunque sia il moto del corpo (non solo Nord-Sud), evidentemente è giusto che si chiami “di Coriolis”, perchè è stato lui a generalizzarne l’esistenza descrivendola analiticamente. Tuttavia è anche giusto segnalare la grande intuizione avuta da Giovanni Riccioli, sebbene in chiave anti-Copernicana, 184 anni prima.

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