Giove colpito da un asteroide

La cicatrice apparsa nell’atmosfera di Giove il 19 luglio 2009, secondo due articoli pubblicati recentemente dalla rivista Icarus, è stata causata da una collisione di un asteroide delle dimensioni di una nave da crociera.

I dati di tre telescopi a raggi infrarossi hanno permesso agli scienziati di osservare calde temperature atmosferiche e condizioni chimiche uniche, associabili a quelle dei detriti di impatto. Mettendo insieme i segni lasciati dai gas e dagli scuri detriti prodotti dall’onda d’urto dell’impatto, un team internazionale di scienziati è riuscito a dedurre che l’oggetto era molto probabilmente un asteroide roccioso, e non una cometa ghiacciata. I due team di ricercatori sono stati guidati da Glenn Orton, un astronomo del NASA’s Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, e Leigh Fletcher, ricercatore all’Università di Oxford, Regno Unito.

“Sia il fatto che l’evento stesso sia accaduto, sia la notizia che potrebbe anche essere stato un asteroide, piuttosto che una cometa, dimostra che il sistema solare è un luogo complesso, violento e dinamico, e che molte sorprese potrebbero essere là fuori ad aspettarci”, afferma Orton. “C’è ancora molto da scoprire nel sistema solare.”

La nuova conclusione è coerente anche con l’evidenza dei dati inviati dallo Hubble Space Telescope che indicano che i detriti di impatto nel 2009 erano più pesanti, o più densi, dei detriti della cometa Shoemaker-Levy 9, l’ultimo oggetto conosciuto a lanciarsi nell’ atmosfera di Giove nel 1994.

“Non ci aspettavamo di trovare un asteroide come probabile colpevole in questo impatto, ma ora abbiamo imparato che Giove può essere colpito da una diversità di oggetti,” ha detto Paul Chodas, uno scienziato della NASA. “Impatti di asteroidi su Giove si pensava fossero piuttosto rari rispetto agli impatti delle cosiddette ‘comete della famiglia di Giove’, ma ora sembra che ci possa essere una significativa popolazione di asteroidi in questa categoria.”

Gli scienziati stanno ancora lavorando per capire la frequenza di questi eventi, ma gli asteroidi di queste dimensioni colpiscono la Terra una volta ogni 100.000 anni. I prossimi passi in questo studio saranno quelli di utilizzare simulazioni dettagliate degli impatti, e di continuare a utilizzare immagini a infrarossi per la ricerca di detriti da impatto.

Fonte: jpl.nasa.gov

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